Month: July 2016

We Keep Working

When in one morning all people’s belongings get trashed without warning by the police, all the work done in this months by volunteers and refugees seems to be pointless. but it’s not. we’re still here, we’re still together. we’re not going anywhere. Classes will be running from 4 to 8 until there is somebody who wants to learn…

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Luglio 2016 – Atene

“Hello, my name is Samim, I’m 17 years old. My favourite football player is Cristiano Ronaldo. I left Afghanistan in January and I miss my parents”.

Fin dalla prima lezione, è stato chiaro che l’insegnamento della lingua inglese sarebbe stata solo una delle componenti della scuola No Border: non a caso, la pagina Facebook della scuola recita “The No Border School is an educational collective of people that provides language classes to allow cultural exchanges between people”.

Questo progetto, ideato da una ragazza di origine tedesca, arriva ora ad includere insegnanti e studenti dalle parti più disparate del mondo, i quali, ogni giorno, si riuniscono al gate E1 del porto del Pireo ,all’interno del quale alla chiusura dei confini si sono accampate più di 2000 persone, per imparare l’inglese, ma, sopraSuSo, per scambiarsi storie di vita durante le attività organizzate dopo le lezioni (Movie Night, Book Club, Board Games,…) o semplicemente condividendo la cena sopra una coperta stesa sull’asfalto sul bordo della banchina del porto, guardando i traghetti pieni di turisti in partenza per le isole.

Samim però di anni ne dimostra 30, perché lui, come tu[ al Gate E1 del resto, ha alle spalle un viaggio, quel viaggio.

Allora la verità è che alla No Border School si imparano due cose prima dell’inglese, due cose che ci piacerebbero arrivassero anche a quelli che, pur non avendo mai messo piede in un campo, hanno così tante cose da scrivere sui loro profili social. Prima di tuSo che l’unica differenza fra i componenti della scuola sta nel luogo di nascita: tutti infatti seguiamo gli europei di calcio con la stessa passione, ridiamo davanti ai cartoni della Pixar, siamo felici quando l’organizzazione che si occupa della distribuzione del cibo ha preparato i Falafel, e tutti allo stesso modo abbiamo paura della guerra e della violenza. L’altra cosa, come Shafique ci tiene a ricordare, è che ancora più dell’istruzione gratuita che offre, la scuola è importante in quanto prova che qualcuno in questa Europa dalle istituzioni che dimostrano una sempre più forte chiusura e fobia, c’è più di qualcuno che è interessato a sentire nuove storie, qualcuno che è disposto a costruire un nuovo futuro insieme.

© 2017 No Border School

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